Cooperazione Italia-Cina coordinata da Marea

Missione strategica della Cina a Benevento.

Una delegazione della cinese Tj Innova Engineering & Technology è atterrata nei giorni scorsi, dal 9 all’11, in Italia alla ricerca di un’area industriale e di condizioni favorevoli per localizzarvi un impianto per la produzione di auto elettriche.

«Abbiamo firmato una lettera di intenti – racconta Gianpaolo Varchetta, presidente del Laboratorio pubblico privato Marea partecipato dalla Università Federico II che nell’assistere Tj è supportato da Arkadiusz – per uno studio di fattibilità. Ad oggi non c’è una decisione definitiva, ma senz’altro molto interesse».

Alla guida del team un pool di rappresentanti molto autorevoli – come il professore Liu Chong Xi, chairman del gruppo e il personale destinato a occuparsi dell’Europa – con in tasca un portafoglio da almeno 300 milioni da investire.

E con un programma già ben definito: realizzare uno stabilimento di 300 mila mq.
Di cui 100 mila coperti, per progettare e produrre auto elettriche e ibride, a partire dal 2021, oltre che per sviluppare importanti progetti di ricerca da realizzare con partner pubblici e privati.

Operazione che, a regime, potrebbe creare circa 300 posti di lavoro.
Tj è azienda leader nel settore automotive nel mondo asiatico (con 1400 dipendenti) e con importanti piani di espansione.
L’obiettivo dapprincipio era genericamente l’Europa.
Ma sulla cartina del vecchio Continente l’Italia, per i cinesi di Tj è, a quanto sembra, la meta preferita.

In aprile parte per l’Italia un gruppo di tecnici, e a settembre il management.
«Abbiamo firmato una lettera di intenti – racconta Gianpaolo Varchetta, presidente del Laboratorio pubblico privato Marea partecipato dalla Università Federico II che nell’assistere Tj è supportato da Arkadiusz – per uno studio di fattibilità. Ad oggi non c’è una decisione definitiva, ma senz’altro molto interesse».

Perché l’Italia assume priorità nei piani dell’azienda cinese? «Partiamo dalle suggestioni – spiega Varchetta – la storia centenaria di Fiat, il mito di Ferrari».
Ma la visita che si è conclusa l’altro ieri ha aggiunto numerosi elementi positivi al piano.
Nella tre gioni italiana la delegazione di Shanghai ha visitato aree industriali di Torino, di Modena, privilegiando quindi quelle con una maggiore presenza di aziende del l’automotiva.

E solo per ultima volta ha voluto conoscere l’area industriale di Ponte Valentino a Benevento.
Qui gli investitori sono stati ricevuti dal sindaco, Clemente Mastella, dal presidente della locale Confindustria, Filippo Liverini, l’assessore alle Attività produttive della Regione Campania Antonio Marchiello, il presidente del Consorzio Asi di Benevento Luigi Barone, il ceo di Sapa Group, Antonio Affinita.

«Si prospetta una grande opportunità per il territorio – dice Filippo Liverini – Abbiamo proposto un’area geografica che si colloca al centro del triangolo industriale automobilistico di Fca di Melfi, Pomigliano, Cassino».
E Affinita, che ha ospitato nella sede beneventana di Sapa l’intera delegazione, aggiunge: «Tj intende produrre auto elettriche e ibride.
Ha trovato in Campania un polo dell’automotiva e fornitori interessanti.
Vuole produrre in Italia poiché punta a questo mercato»
.

Quella di Benevento è una piccola provincia, ma è servita da importanti snodi logistici.
Nell’area industriale campana sono presenti altre importanti realtà come Leonardo, aziende del gruppo Adler.
«Un ruolo determinante – aggiunge Liverini – nell’attrazione dell’investimento gioca la presenza di una filiera dell’automotiva, l’offerta di manodopera specializzata, la presenza di università e centri di ricerca».

Colpiti positivamente dall’accoglienza sannita, ma ancora alla ricerca di informazioni e di verifiche a supporto del piano aziendale, i rappresentanti di Tj sono spostati su Roma facendo tappa, questa volta, al ministero dello Sviluppo Economico, al Mediocredito Centrale, nella sede di Invitalia.

Per conoscere le agevolazioni finanziarie previste dall’Italia per nuovi investimenti.
«Saremmo gli italiani interessati a firmare un contratto di sviluppo – commenta Varchetta – ma questo per legge è dedicato a investimenti per 100 milioni al massimo, proporremmo all’azienda di partire con un contratto di sviluppo da 100 milioni per realizzare lo stabilimento industriale e far partire le prime linee produttive nel primo triennio.

Contemporaneamente sarà possibile accedere ad altre agevolazioni per ricerca e innovazione.
Successivamente, quando si dovrà procedere all’ampliamento, si cercherà di accedere ad altre agevolazioni statali, altrimenti si proseguirà con mezzi propri»
.

Il 25 settembre il consulente Varchetta volerà a Shanghai per un ulteriore confronto.
L’ultimo: per inizio ottobre Tj tirerà le somme.
Intanto Benevento confida e spera nella sua grande occasione.

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